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Il teatro è servito

Per saziare lo spirito oltre che lo stomaco

(Articolo apparso su Ristora Magazine n. 5 a firma Arianna Livio, che ringraziamo per la gentile concessione)

 

Ritrovo alle ore 20.00 presso l'albergo ristorante Defanti. "Puntuali, mi raccomando" ribadisce al telefono Sandra Defanti "gli attori ci tengono molto a cominciare in perfetto orario!". Da tempo ho annotato sulla mia agenda "teatro-cena" e non vedo l'ora di scoprire quella che sembra la tendenza più apprezzata del momento. A nulla sono valsi i miei precedenti tentativi telefonici con Sandra, rimasta ermetica e sibillina, per approfondire l'argomento. "Non voglio sciupare la sorpresa" mi dice, e quale unica sua gentil concessione mi rivela il titolo Maniaci-Depressi-Geni-Erotomani che contribuisce ulteriormente ad alimentare il mio interesse.

Premetto che sarà per me alquanto arduo, "scartata" ora la sorpresa, mantenere un certo alone di mistero nel raccontarvi l'avventura (senza troppo svelare) di quella geniale "teatro-cena" del 14 dicembre scorso, resa possibile grazie all'intraprendenza e disponibilità di Cesare e Sandra Defanti oltre, naturalmente, alla bravura della Compagnia Nuovo Teatro di Locarno.

La destinazione Lavorgo, piccolo comune della Valle Leventina, rende ancora più straordinaria la mia trasferta e scesa dall'auto, pizzicata dall'aria fredda e "da neve", mi sembra ancora più surreale l'idea, di lì a poco, di poter assistere ad un "teatro-cena a base di una dozzina di attori e una trentina di spettatori". Se non fosse per le ghirlande di luci natalizie che incrocio sul mio cammino, il buio più totale mi avvolgerebbe.

Varcata la soglia dell'albergo-ristorante mi soffermo un attimo con i proprietari, che mi sembrano agitati quanto me sull'evolversi della serata, d'altro canto è la loro "prima". Insolitamente non percepisco nessun profumino uscire dalla cucina, mi sembra tutto troppo tranquillo. Di lì a poco, giunti gli altri ospiti, vengo invitata ad uscire. Per quale motivo? Mi ritrovo nuovamente al freddo pungente, fra gli altri "iscritti alla teatro-cena", ognuno con un'ipotesi diversa sulla misteriosa serata oltre che una gran voglia di mettersi a tavola. Mi guardo intorno (la curiosità è femmina) cercando di trovare un indizio, un volto, un movimento, che lasci trapelare qualcosa. Trovato! Dietro di noi, in direzione dell'albergo, scorgo una gamba di donna oscillare da un muretto e, pochi istanti dopo, scrutati dallo sguardo penetrante di uno degli attori che ci giunge incontro rompendo il silenzio, ecco che ha inizio lo spettacolo.

Un primo assaggio a tinte forti, mentre ci accingiamo ad entrare, permette di fare la conoscenza dei primi personaggi. Lo spazio intorno a noi, che pareva il nulla fino a pochi minuti prima, diventa un palcoscenico. Superati i primi imbarazzi veniamo condotti all'interno, percorrendo il corridoio scortati dai volti appena conosciuti. Più procediamo più l'albergo si anima di nuove figure. Alcune stanze hanno la porta spalancata e alloro interno rivelano un nuovo personaggio o situazione, in un saliscendi di scalini e colpi di scena. Finalmente giungiamo in sala da pranzo, dove ci attende una nuova sorpresa: i tavoli, disposti a ferro di cavallo, non sono apparecchiati. Nulla farebbe pensare ad una cena.

I Maniaci-Depressi-Geni-Erotomani proseguono con ritmo sempre più incalzante, recitando e ruotando intorno a noi, rivelando nuovi personaggi e coinvolgendo i presenti sempre più rapiti dal tanto scompiglio. Magicamente appare da un carrello qualche stuzzichino e un bicchiere di bianco per tutti. I camerieri sono attori, gli attori sono i camerieri. Lasciatoci qualche minuto per sbocconcellare veniamo nuovamente invitati a seguirli: le terapie per Maniaci-Depressi-Geni-Erotomani ci attendono al piano di sopra. Ripercorriamo all'inverso il corridoio fatto in precedenza, stavolta sostando in alcune stanze dove assistiamo alle "terapie". Sono così coinvolta dal rapido susseguirsi di vicende da dimenticare per qualche minuto la cena. AI nostro rientro in sala da pranzo una bella tavola imbandita di tutto punto ci attende, iniziamo a mangiare mentre la storia continua.

I personaggi si susseguono nella loro interpretazione, a volte intensa e riflessiva, a volte più leggera, ponendo l'accento sulle problematiche più o meno serie della nostra esistenza.
Come in un gioco di prestigio i piatti ci vengono sgomberati e sostituiti senza che lo spettacolo subisca alcuna interruzione. La cena si plasma e fonde con la recitazione, in un armonioso ed atipico intreccio.
Con il dessert termina bruscamente la magia di quella serata e rimaniamo lì, tutti più tristi, lasciati soli a guardarci intorno e a cercare con lo sguardo coloro che fino a pochi minuti prima ci stavano saziando lo spirito.

Un applauso agli attori (che già ci mancano) un applauso a Sandra Defanti, per la cena e l'originalissima proposta. "Il teatro è servito, Signore e Signori" e mi auguro che, come me, non ne sarete sazi mai.

La Compagnia Nuovo Teatro

Sotto la denominazione Compagnia Nuovo Teatro è stata costituita un'associazione che ha per scopo la promozione della cultura teatrale mediante la produzione e la rappresentazione in forma autonoma o in collaborazione con altre associazioni o con enti pubblici o privati di opere attinenti al teatro. Maniaci-DepressiGeni-Eratamani è stato presentato per la prima volta nel 2003, quale spettacolo-cena di fine laboratorio teatrale come teatro d'appartamento. In seguito riproposta nella splendida cornice del Castello Visconteo di Locarno, la rappresentazione, condotta dalla regista Patrizia Schiavo, è sempre più apprezzata dal pubblico e numerosi sono gli alberghi-ristoranti che continuano a rivolgersi alla Compagna Nuovo Teatro per proporre alla loro clientela questo nuovo e gradito intrattenimento.

Compagnia Nuovo Teatro
CP 1355
6600 Locarno
tel. 091/752 1589
www.compagnianuovoteatro.ch

Albergo-Ristorante Defanti
101 anni di tradizione

Si è appena concluso nel 2003 il centenario dell'Albergo-Ristorante Defanti di Lavorgo, diretto con entusiasmo e creatività da Sandra e Cesare che per l'occasione non hanno mancato di offrire alla sempre più affezionata clientela novità e prelibatezze. Per festeggiare i 100 anni di gestione del ristorante da parte della famiglia Defanti è stato rievocato Lorenzo Delmonico di Mairengo, prozio di Sandra Defanti, gestore fino al 1881 del più famoso ristorante d'America di quei tempi, il Delmonico di New York. Per l'occasione è stato proposto il Menu dei 100 anni tratto dal più famoso libro di cucina di quei tempi L'Epicureo (The Epicurean), scritto nel 1883 da Charles Ranhofer, l'abile capo-cuoco del ristorante Delmonico. L'idea di proporre il "teatro-cena" presso il loro albergo-ristorante, per concludere l'anno dei festeggiamenti, è nata da Sandra e Cesare Defanti dopo aver apprezzato al Castello Visconteo la rappresentazione della Compagnia Nuovo Teatro. E non è da escludere che presto, visti i consensi, lo spettacolo verrà riproposto nuovamente.

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